Cefalù – musei
MUSEO MANDRALISCA
SITO: A Cefalù in via Mandralisca.
DESCRIZIONE E STORIA: Indissolubilmente legato alla figura del collezionista, scienziato e insigne uomo di cultura Barone Enrico Piraino di Mandralisca il museo si trova tuttora nella residenza di questi che come testamento lasciò, oltre che la sua figura e il suo esempio, anche un annua rendita per fondare e mantenere un Liceo e una fondazione. Il Museo, nella parte inferiore non è inserito in una struttura museale ma rivive l’atmosfera della casa baronale suddivisa nelle seguenti sezioni: Biblioteca, Pinacoteca, Archeologia, Numismatica e Malacologia.
La pinacoteca, già molto ricca di opere, si è ulteriormente ampliata per l’esposizione dopo il restauro di cinquanta opere provenienti dai magazzini. La sezione vanta la presenza di dipinti datati dal XV al XIX secolo e fra questi spicca il famoso “Ritratto dell’ignoto marinaio” di Antonello da Messina, massimo esponente del ‘400 pittorico europeo. Rimane ancora un mistero l’identità dell’ignoto personaggio del dipinto ma il dubbio e l’incertezza non fanno che accrescere il fascino dell’uomo dall’acutissimo sguardo, ironico e ammiccante.
Meritano un’attenzione particolare l’ “Ultima cena” datata 1500 ,attribuita a De Matta e una splendida serie di icone esposte nei locali del secondo piano. La sezione archeologica è la più organica. Gran parte dei reperti provengono da scavi effettuati in località prossime a Cefalù e nelle Isole Eolie. Da segnalare un bel mosaico tardo ellenistico ed una splendida serie di crateri, in ottimo stato di conservazione, fra i quali spicca il famoso “Tagliatore di tonno” del IV secolo a.C..
Proseguendo il percorso del museo si incontra la collezione numismatica che comprende coniazioni di zecche greche e romane e di quasi tutte le zecche siciliote, tra cui esemplari rari ed alcuni pezzi di notevole pregio artistico. Altra sezione molto importante del museo è quella malacologica, realizzata nei primi decenni del 1800 e legata a studi e ricerche naturalistiche del Barone Mandralisca stesso. Completano la raccolta alcune conchiglie fossili provenienti da località fossilifere del quaternario nei dintorni di Palermo.
MUSEO DEI CAPPUCCINI DI GIBILMANNA
SITO: A Gibilmanna annesso al Santuario
DESCRIZIONE E STORIA: Quelli che un tempo furono i luoghi di lavoro del convento( le stalle, la fucina, il lanificio, il fienile) costruiti dagli stessi frati basandosi su criteri di “altissima povertà) e avendo come modello i poveri tuguri dei “peregrini e dei penitenti”, sono stati destinati ad accogliere un singolare museo di vita e cultura dei Frati Cappuccini, che alla sacralità del Santuario, aggiunge il fascino della scoperta della storia e della cultura del luogo. Il museo è il risultato di un progetto che mira non solo a recuperare e valorizzare un patrimonio artistico e culturale proveniente da diverse sedi conventuali, ma anche a renderlo accessibile alla libera fruizione
Il Museo si sviluppa attraverso un iter storico-artistico che presenta una doviziosa campionatura di opere, la cui notevole diversità nella qualità e nel valore testimonia i vari aspetti di una cultura che comprende il rigore prescritto dalla spiritualità francescana ed episodiche aperture ad un più ricco mondano senso decorativo. In questo museo non troveremo il quadro d’autore che segna l’acme di una cultura ma tante opere che indicano il percorso popolare e di base di una cultura.
Fra gli oggetti di particolare interesse: un “rosario” in alabastro, raro pezzo del XVI sec., appartenuto all’eremita Giuliano de Placia; una “Pietà” in fine marmo bianco attribuita al cefaludese Jacopo Lo Duca, allievo di Michelangelo, un piccolo organo a canne palustri, settecentesco, ritenuto esemplare unico nel suo genere.
